Con l’avvicinarsi della data del parto, ogni mamma si concentra su qualsiasi puntura nell’addome e subito prende la borsa già pronta, pensando che stia per partorire. Nel terzo trimestre, però, possono comparire contrazioni preparatorie più frequenti, che non aprono il collo dell’utero e quindi non avviano il parto, ma servono solo ad allenarsi per il grande giorno. Qual è dunque la differenza tra le contrazioni preparatorie e quelle del parto? E quando è il momento giusto per andare in ospedale?
Contrazioni preparatorie (contrazioni di Braxton-Hicks)
Le contrazioni preparatorie, dette anche contrazioni di Braxton-Hicks (contrazioni premonitrici o anche false contrazioni), preparano il corpo al parto e possono comparire già dalla metà della gravidanza, più spesso però nelle 3 settimane prima del parto vero e proprio. Le contrazioni preparatorie sono:
- irregolari e non si intensificano;
- durano circa 30-60 secondi;
- il dolore si avverte nel basso ventre, ma possono far male anche la zona lombare e l’inguine;
- l’acqua calda le ferma;
- si possono “camminare via”/“ballare via”;
- con un cambio di posizione cessano;
- fastidioso indurimento dell’addome;
- possono comparire più volte al giorno;
- possono comparire dopo uno sforzo fisico maggiore o dopo un rapporto sessuale;
- possono essere provocate da una vescica piena o, al contrario, dalla disidratazione, quindi in caso di dolori è bene bere qualcosa.
Contrazioni
La donna riconosce le vere contrazioni del parto perché:
- sono regolari, si intensificano e l’intervallo tra una e l’altra si accorcia;
- non si possono far passare camminando;
- il bagno caldo o la doccia le intensificano;
- il dolore, come per le contrazioni preparatorie, può comparire nel basso ventre, e possono far male anche la zona lombare e l’inguine;
- alcune mamme avvertono dolore solo alla schiena o nella zona sacrale;
- a volte sono come i dolori di una forte mestruazione;
- si possono descrivere anche come crampi addominali;
- durante le contrazioni può spingere anche per andare di corpo (il momento ultimo in cui andare in ospedale);
- possono provocare nausea o vomito vero e proprio;
- durano circa 60-90 secondi (40 secondi sono sufficienti per partire per l’ospedale);
- non ci si riesce a distrarre;
- possono essere accompagnate da diarrea;
- possono essere accompagnate da perdite vaginali rosate (uscita del tappo mucoso).
Quando andare in ospedale
Contrazioni
È opportuno andare in ospedale se l’intervallo tra le contrazioni è di 2-5 minuti, la durata di una contrazione è di almeno 40 secondi e questa situazione dura già da almeno 1 ora. Allo stesso tempo, la donna non si sente più bene e al sicuro a casa, e smette di parlare.
Rottura delle acque
Prima ancora che inizino le contrazioni, può succedere che per prima si rompa il sacco amniotico e fuoriesca il liquido amniotico. Se la donna non è sicura che si tratti di liquido amniotico, basta prendere un assorbente post-partum e andare in ospedale per un controllo. Se il tampone per lo streptococco (GBS) è risultato positivo, dovrebbe arrivare in ospedale entro 2h dalla fuoriuscita, altrimenti entro 4h.
Emorragia
Una lieve perdita di sangue può comparire nella donna dopo una visita ginecologica o dopo un rapporto sessuale. Se si verifica un sanguinamento più abbondante di sangue rosso vivo, è il caso di andare subito in ospedale.
Movimenti del bambino
Se la donna non sente i movimenti del bambino per un periodo prolungato, nemmeno dopo una doccia calda, dopo aver mangiato qualcosa di dolce, o sdraiandosi sul fianco sinistro, allora dovrebbe andare piuttosto in ospedale per un controllo.
La nascita del bambino è una splendida tappa nella vita di una donna e di un uomo. Con il parto finiscono 9 mesi di gravidanza e inizia la genitorialità. È un’esperienza indimenticabile per tutti i coinvolti. Auguriamo a tutte le mamme un parto bellissimo, che ricorderanno con affetto.





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