All’inizio di tutto c’era l’educazione al contatto, a cui si associa anche la convinzione che i bambini non appartengano a una culla separata, ma debbano dormire insieme ai genitori nel letto matrimoniale.
«Però con il primo figlio c’è stata una caduta dal letto matrimoniale, perché per il co-sleeping i letti nelle nostre condizioni non sono adattati. Ho iniziato quindi a cercare una soluzione per prevenire situazioni del genere. Il prodotto giusto, cioè una speciale barriera per il grande letto matrimoniale, sono riuscita a trovarlo solo qualche mese dopo,» racconta la simpatica bionda e oggi madre di due bambini piccoli in congedo parentale.
Durante la sua ricerca, Lucie Janauer ha scoperto con grande sorpresa che sul mercato ceco non esisteva alcun prodotto del genere e non ne aveva trovato nulla di simile nemmeno nei paesi europei vicini. Alla fine ha individuato il prodotto dei suoi sogni dopo una lunga ricerca in un mercato extraeuropeo (non vuole rivelare altro sul produttore). Però il costo della spedizione era così alto che ha deciso di ordinare direttamente in grandi quantità.
«Probabilmente in me scorreva l’intuito imprenditoriale: mi dicevo che in Repubblica Ceca avrei sicuramente venduto le barriere e che sarebbe stato un peccato non comprarne di più,» racconta l’imprenditrice, che ne ordinò subito sessanta dal produttore. «È stato un rischio, ma sentivo che avrebbe funzionato,» dice la donna, che ha dovuto anche convincere il marito che avrebbe investito in questo ordine tutti i propri risparmi, che aveva messo da parte per la ristrutturazione della cucina.
Il rischio ha dato i suoi frutti, perché queste barriere per letto sono andate letteralmente a ruba. «Le vendevo su Facebook in un gruppo che avevo creato io, e sono sparite in circa un mese,» ricorda Lucie Janauer, la cui attenzione per questo ausilio per il cosiddetto co-sleeping l’ha entusiasmata e le ha fatto pensare di costruirci un business.
«Ho firmato con il fornitore un contratto esclusivo di rappresentanza sul mercato europeo e ho aperto un e-shop,» continua raccontando come abbia rischiato di nuovo. Nel contratto, infatti, si è dovuta impegnare ad acquistare una grande quantità di prodotti e naturalmente aveva bisogno di soldi.
Con il bambino nel marsupio andava così in giro per le banche dicendo di avere un prodotto unico e di volere un prestito per avviare l’attività. Però nessuno le credeva, tutti volevano vedere la storia di un’azienda che non esisteva. «Mi dicevo: ma ho un prodotto fantastico, possibile che non lo veda nessuno?» ride oggi l’energica donna pensando al suo entusiasmo.
Le prime centinaia di migliaia di corone per l’avvio dell’attività gliele hanno così prestate, alla fine, amici e la mamma di un’amica. Gradualmente si sono aggiunti anche i primi veri investitori: oggi a Lucie Janauer appartiene il settantacinque per cento dell’azienda, il resto è dei soci. Gli imprenditori Ivo Kramoliš e Matěj Turek hanno investito un milione di corone nell’azienda e ora possiedono più del dieci per cento della società; altri punti percentuali sono stati acquisiti in seguito dalla società di investimento Eskalator, che ha immesso in Monkey Mum 1,3 milioni di corone.
E così Lucie Janauer ha avviato un grande business in rapida crescita. Non l’ha fermata nemmeno la pandemia di coronavirus, durante la quale ha fondato la sua azienda Monkey Mum (il nome “Madre Scimmia” si riferisce all’educazione al contatto).
Ha lanciato l’e-shop nell’agosto 2020 e per il 2020 ha registrato un fatturato di mezzo milione di corone. Nel 2021 era già di 5,4 milioni, l’anno scorso l’azienda è cresciuta del 400 per cento raggiungendo un fatturato di ventitré milioni. Per il 2023 ha finora venduto merce per venticinque milioni di corone e punta a quaranta o sessanta milioni entro la fine di quest’anno. Non vuole rivelare l’EBITDA, ma per tutto il periodo di attività avrebbe avuto risultati positivi contenuti.
Dopo tre anni di attività, Monkey Mum conta ormai 25 dipendenti stabili e la stessa Lucie Janauer vi lavora come CEO, occupandosi di tutte le questioni importanti. «Lavoro molto e a volte con i bambini piccoli è complicato, ma ho verificato che nessuno svolge il mio lavoro come lo immagino io,» alza le spalle l’imprenditrice, che reinveste in azienda quasi tutto il denaro guadagnato.
«Vogliamo continuare a crescere,» spiega Janauer, che fornisce le speciali barriere per letto ormai in tutta Europa, cosa che considera il suo più grande successo. E ha in programma di entrare anche nel mercato americano. Oggi vende la maggior parte dei prodotti all’estero: l’export rappresenta il 65 per cento del fatturato complessivo.
Il nucleo principale del suo business è ancora costituito dalle barriere per bambini: nel frattempo il prodotto è stato fatto migliorare e perfezionare in modo da soddisfare le sue esigenze. Ha anche aumentato il prezzo: ora la barriera più costosa costa 2290 corone. Ma l’aumento di prezzo, a quanto dice, non ha avuto alcun effetto sulle vendite.
«La concorrenza in Repubblica Ceca nel settore dei prodotti per bambini è veloce e sono apparse aziende che offrono prodotti simili a un prezzo migliore, ma questo non ha influenzato in alcun modo le nostre vendite, continuiamo a crescere. Ai clienti forniamo una qualità adeguata al nostro prezzo,» afferma la ventinovenne mamma, che oltre alle barriere vende anche altri prodotti per bambini in linea con l’educazione al contatto e la sostenibilità: per esempio vari marsupi e abbigliamento.
Lucie Janauer ha imparato a fare impresa, come dice lei stessa, solo nella pratica durante la costruzione di Monkey Mum, ma l’ha appassionata così tanto che, a suo dire, non è decisamente il suo ultimo progetto. «Ho in mente diversi altri progetti che voglio avviare,» racconta in conclusione
Fonte: https://forbes.cz/nesehnala-zabranu-pro-dite-do-postele-tak-na-ni-postavila-milionovy-byznys/


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