Fino a un certo punto. Dopo aver impostato una modesta pubblicità PPC su Google con gli ultimi spiccioli che mi restavano ancora sul conto, ho pagato un annuncio grazie al quale è arrivato il primo ordine. Caso? Probabilmente sì. Però poi ne è arrivato un altro. E un altro. E un altro... Sarebbe forse audace scrivere cosa abbia colpito esattamente i nostri clienti Monkey Mum, ma una cosa è certa. Il silenzio prima della tempesta, accompagnato dalle espressioni compassionevoli dei miei conoscenti e amici, del tipo: sì, anch’io ho già provato un e-shop, è stata una perdita di tempo, davanti ai nostri occhi nudi e puliti ha cominciato ad aprirsi un mondo. Tutto ciò che avevo imparato fino a quel momento, i lavori che avevo fatto e le esperienze che avevo accumulato durante tutti i miei precedenti tentativi di "lanciare un business" si sono probabilmente raccolti in una gigantesca bolla che è scoppiata. È forse un po’ un sogno, ma devo vantarmi. Monkey Mum nel giro di poche settimane è diventato un e-shop che guadagna!
Il sorriso sulle labbra mi è però sparito presto, quando sono finite tutte le scorte necessarie e ci siamo ritrovate sull’orlo della domanda: investitore, prestito, banca, caso, vendita di un rene (l’idea del marito di Lída) e così via. Gli ordini arrivano a raffica, l’interesse è enorme e, nonostante tutto, partire da zero con zero in maternità non è il debutto più semplice né il più felice. Ma la strada che porta dritto verso l’alto conduce all’inferno, no? :) Credo che Monkey Mum troverà presto la sua strada sul mercato, andando avanti, e potremo aspettarci Jak se dělá e-shop III, dove racconterò i nostri ulteriori successi e progetti, così che chiunque voglia creare qualcosa veda che tutto ha un costo. Soprattutto in maternità :D





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